Adeguamenti Sentenze Guida al Diritto Condominiale Condominio in Cassazione Codice Civile e Legislazione Speciale

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CONDOMINIO - APPROVAZIONE BILANCIO PREVENTIVO O RENDICONTO - OBBLIGO DISTINZIONE DELLE SPESE

Corte di Cassazione sezione IIa civile - Sentenza n. 15010 del 21.11.2000


La delibera con cui il condominio approva il preventivo o il rendiconto per le spese ordinarie e straordinarie deve, a pena di invaliditÓ per contrarietÓ alle norme che disciplinano i diritti e gli obblighi dei partecipanti al condominio, distinguere in modo analitico quelle occorrenti per l'uso da quelle occorrenti per la conservazione delle parti comuni.

In tal modo Ŕ possibile, se tra i partecipanti vi sono usufruttuari, ripartire tra questi ed i nudi proprietari le menzionate spese in base alla loro natura secondo i criteri fissati dagli artt. 1004 e 1005 del codice civile.


TRUFFA - AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO

TRIBUNALE DI FIRENZE - sentenza depositata il 30 marzo 2001


Obbligo di rendiconto - ModalitÓ di redazione del rendiconto - Artifici e raggiri. Appropriazione indebita - Amministratore di CONDOMINIO - Gestione delle somme versate dai Cond˛mini - Possesso. Aggravante di cui all'art. 61 n. 11 c.p. - ConfigurabilitÓ.

Il rendiconto deve enumerare la quantitÓ delle somme percepite dall'amministratore (voci di entrata, cioŔ le quote dei singoli Cond˛mini), la causale e la quantitÓ delle spese fatte, accompagnate dai corrispondenti documenti giustificativi, in modo da rendere intellegibile all'assemblea l'andamento della gestione. Ne deriva che se il rendiconto presentato in assemblea non corrisponde allo scopo, l'approvazione assembleare si forma in maniera viziata, con la conseguente possibilitÓ di azione giudiziaria ex art. 1137 c.c., se il termine non Ŕ spirato, ovvero, nella sede penale, di punire la truffa quando alla violazione dell'obbligo sia derivata la disposizione patrimoniale da parte del deceptus e l'ingiusto profitto per la gente. Una volta sopravvenuta l'approvazione del rendiconto e spirato il termine per l'impugnativa, il risultato economico Ŕ raggiunto: quel denaro che l'imputato non aveva speso pu˛ ora farlo sparire dai conti impunemente, come se non ci fosse mai stato, perchÚ l'apparenza, creata dal rendiconto fasullo, si Ŕ tramutata in realtÓ immodificabile. L'amministratore Ŕ il mandatario, gestore dei fondi a lui consegnati dai Cond˛mini per destinarli obbligatoriamente e secondo diligenza al pagamento delle spese sostenute per i servizi comuni. Ne discende che quel denaro di cui ha il possesso per una finalizzazione unica non Ŕ di sua proprietÓ e quindi non pu˛ destinarlo ad altri scopi con danno degli amministrati. La violazione del dovere giuridico realizza altresý l'aggravante di cui all'art. 61 n. 11 c.p. conseguente all'abuso del rapporto giuridico professionale ed al tradimento della fiducia riposta nell'amministratore dai Cond˛mini.


REVOCA DELIBERA ASSEMBLEARE

Tribunale di Bergamo, n. 566, anno 2000


Una delibera assembleare pu˛ sempre essere revocata, purchÚ la delibera di revoca sia presa con le maggioranze richieste dalla legge.


MANCATA VERBALIZZAZIONE CONDĎMINI VOTANTI

Cass. civ., sez.II, 22 gennaio 2000, n. 697


In tema di delibere di assemblee condominiali, la mancata verbalizzazione del numero dei Cond˛mini votanti a favore e contro la delibera approvata, oltre che dei millesimi da ciascuno di essi rappresentati, invalida la delibera stessa, impedendo il controllo sulla sussistenza di una delle maggioranze richieste dall’art. 1136, terzo comma,c.c. (il terzo dei partecipanti al condominio). NÚ pu˛ essere attribuita efficacia sanante alla mancata contestazione,in sede di assemblea,della inesistenza di tale quorum da parte del Cond˛mino dissenziente,a carico del quale non Ŕ stabilito,al riguardo,alcun onere a pena di decadenza.


AZIONE GIUDIZIARIE , LEGITTIMAZIONE DEL SINGOLO CONDOMINIO, GIUDIZIO DI APPELLO , MANCATA PARTECIPAZIONE DA PARTE DEI CONDĎMINI AL GIUDIZIO DI PRIMO GRADO

Cass. Sez. II, 9 giugno 2000, n. 7891


Il condominio non Ŕ un soggetto giuridico dotato di propria personalitÓ distinta da quella di coloro che ne fanno parte, bensý un semplice ente di gestione, il quale opera in rappresentanza e nell'interesse comune di partecipanti, limitatamente all'amministrazione e al buon uso della cosa comune, senza interferire nei diritti autonomi di ciascun condomino.

Ne deriva che l'amministratore per effetto delle nomina ex art. 1129 c.c. ha soltanto una rappresentanza ex mandato dei vari Cond˛mini e che la sua presenza non priva questi ultimi del potere di agire personalmente a difesa dei propri diritti, sia esclusivi che comuni, costituendosi personalmente anche in grado di appello per la prima volta, senza che spieghi influenza, in contrario, la circostanza della mancata partecipazione al giudizio di primo grado instaurato dall'amministratore.

(c.c. art. 1129, art. 1130, art. 1131; c.p.c. art. 785)


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